top of page
  • Instagram

Volandia. Il cielo a un passo da Milano

Immagine del redattore: Rodrigo
Rodrigo
3 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

Abitate a Milano o in zona, non sapete cosa fare nel weekend ma non volete spostarvi troppo lontano? Ecco una soluzione se siete amanti degli aerei. A una trentina di chilometri dalla capitale lombarda, a Somma Lombardo, nelle vicinanze dell’aeroporto di Malpensa, si trova la Fondazione Museo dell’Aeronautica “Volandia”, uno splendido “museo del cielo”, ottimo luogo per una passeggiata rilassata di qualche ora.


stabilimento della fabbrica di aerei Caproni di Vizzola fondato nel 1910 oggi sede del museo dell'aeronautica Volandia
Stabilimento della Caproni Vizzola oggi sede di Volandia

Allestito nelle vecchie officine della Caproni, fabbrica che fece la storia dell’aviazione, Volandia si presenta come un ottimo spazio di svago per i più piccoli, ma soprattutto per gli appassionati di velivoli e del mondo aerospaziale in generale. Il prezzo del biglietto si aggira tra i 13 e i 15 euro, con pacchetti per famiglie. Noi consigliamo di disporre di 3 o 4 ore per godervelo con calma, dato che offre anche diversi punti di ristoro.


Cosa vedere a Volandia


Al suo interno, diverse sale tematiche attireranno l’attenzione degli appassionati dell’aria, con stanze dedicate al modellismo, ai velivoli a decollo verticale e perfino un ampio spazio gremito di ogni sorta di simulatori di volo, che faranno la delizia dei bambini e non solo.


Diversi momenti della storia mondiale dell’aviazione vengono rappresentati nelle sue aree, come quella riservata ai pionieri dell’aria, con i biplani della Prima Guerra Mondiale, o la ricostruzione del ritrovamento dei resti di un Savoia-Marchetti S.79 Sparviero italiano scomparso in Libia durante la Seconda guerra mondiale e rintracciato decenni dopo da parte di una spedizione petrolifera dell’Eni. Sia lo Sparviero sia l’elicottero dell’Eni, un Agusta-Bell 47J, esposti nella ricostruzione, non sono però quelli originali.


Douglas C47 Dakota esposto al museo dell'aeronautica Volandia
Douglas C-47 Dakota esposto a Volandia

Uno dei re della storia del trasporto aereo, il Douglas C-47 Dakota, esibisce tutta la sua imponenza in uno degli spazi centrali.


Il DC-9 di Pertini e la partita a carte del 1982


Ma anche il passato recente viene rappresentato negli spazi all’aperto del parco. La Guerra fredda rivive i suoi anni di cruda tensione con i MiG-15 sovietici, gli F-104 Starfighter della NATO e tanti altri. E se siete sulla cinquantina e avete urlato anche voi al gol di Marco Tardelli ai Mondiali del 1982, ricorderete la scena del ritorno a casa in aereo e la partita a carte tra Dino Zoff e Sandro Pertini. Ebbene, nonostante il Douglas DC-9 che fu protagonista della vicenda sia stato smantellato, a Volandia si trova il suo gemello, anch’esso in servizio nel 31º Stormo dell’Aeronautica Militare negli anni Ottanta. In un percorso che potete realizzare all’interno dell’aereo, vedrete la ricostruzione, attraverso sagome, dei protagonisti — Pertini, Zoff, Bearzot e Causio — intenti a giocare la mitica partita a scopone con la Coppa del Mondo sul tavolino.


Vista della presa d'aria di un Mig 15 della forza aerea polacca durante la guerra fredda
La presa d'aria frontale di un MIG-15 della Forza Aere Polacca, in servizio oltre la Cortina di Ferro

Molto emozionante è il padiglione dedicato all’orgoglio italiano sulle ali: le “Frecce Tricolori”. Qui sono rappresentati i principali velivoli con i quali il gruppo aerobatico italiano ha meravigliato milioni di persone, solcando i cieli blu di tutto il mondo negli ultimi 65 anni.


Se siete fortunati e le condizioni atmosferiche lo consentono, potrete assistere all’accensione dei motori di uno dei jet militari ancora in funzione nello stabilimento. Si tratta di un Hunting Jet Provost T.3A, un piccolo jet da addestramento britannico della Royal Air Force.


Avevamo accennato al fatto che il Museo dell’Aeronautica è stato allestito nella vecchia fabbrica di velivoli di Giovanni Battista Caproni. Di fatto, un settore dello stabilimento racconta lo svolgimento dei lavori nella Caproni all’epoca del suo massimo splendore.


La collezione Ogliari


In questo museo aeronautico e aerospaziale non troverete soltanto velivoli. All’esterno degli hangar sono esposti anche macchinari e mezzi di trasporto d’epoca su gomma e su rotaia, che hanno fatto parte della nostra storia. Si tratta, infatti, del Museo dei Trasporti Ogliari, che conserva una parte della collezione di Francesco Ogliari, avvocato, storico e docente di Storia dei Trasporti, scomparso nel 2009.

Qui sono esposti numerosi esemplari provenienti dal Museo dei Trasporti Ogliari di Ranco, dedicato alla storia dei trasporti e nato dalla passione del suo fondatore. Il museo di Ranco, il cui ingresso era gratuito, ha chiuso definitivamente nel 2014; a partire dal 2015, una parte significativa della collezione è stata trasferita a Volandia.

Tra i pezzi più interessanti della Collezione Ogliari esposti nel complesso di Volandia si trovano il Convoglio Cadorna, utilizzato durante la Prima guerra mondiale per il trasporto del maresciallo Luigi Cadorna, la funicolare Como-Brunate e il tram Edison, uno degli esemplari più rari della collezione perchè probabilmente l'unico rimasto al mondo.


Mezzo di trasporto esposto a Volandia della collezione Ogliari. Autobus parigino e funivia Como-BrunateMezzo di trasporto esposto a Volandia della collezione Ogliari. Autobus parigino e funivia Como-Brunate
Autobus parigini e carroza di funivia della collezione Olgiari

A Volandia c’è inoltre il padiglione dedicato a Flaminio Bertoni, designer automobilistico varesino che lavorò per Citroën e che contribuì alla progettazione di automobili divenute celebri, come la Traction Avant, la 2CV e la DS 19. Il museo espone inoltre altre autovetture d’epoca dalle linee particolarmente innovative e futuristiche, appartenenti a collezioni diverse, che permettono di ripercorrere l’evoluzione del design automobilistico.


Automobili Fiat dal design avveniristico esposte a Volandia.
Automobili dal design avveniristico esposte a Volandia.

Volandia non è semplicemente una collezione di aerei, ma un viaggio nella storia dell'aviazione. Qui potrete toccare con mano le tracce che la storia ha lasciato nel nostro firmamento.



Lockheed f-104 starfighter della forza aerea della Germania Ovest oggi esposto a Volandia
Uno dei caccia più celebri degli anni Sessanta e protagonista della Guerra Fredda: il Lokcheed F-104 Starfighter. L'esemplare esposto a Volandia ha prestato servizio nella Lutwaffe della Germania Ovest.

Qualche curiosità su Volandia.


La fabbrica di velivoli Caproni era molto famosa agli inizi del ’900, soprattutto per la produzione di grandi bombardieri strategici. Nell’aeroporto di Bratislava viene esposta una replica fedele di un bombardiere trimotore Caproni Ca.33. Questo è l’aereo sul quale viaggiava l’eroe nazionale Milan Rastislav Štefánik al momento della morte, nel 1919, quando si schiantò nelle vicinanze della capitale slovacca durante il volo dall’Italia. L’aeroporto porta oggi il nome di Štefánik.


Replica del Caproni Ca-33 esposta all'aeroporto Stefanik di Bratislava
Replica del Caproni Ca-33 esposta all'aeroporto M. R. Štefánik di Bratislava

Il DC-9 di Pertini: che fine ha fatto l'aereo della partita a carte?


Abbiamo ricordato che il DC-9 esposto a Volandia non è il DC-9 della partita a carte tra Pertini e Zoff dell’82, ma il suo gemello. Ma che fine ha fatto il vero DC-9? Purtroppo non ha avuto una fine altrettanto gloriosa, essendo stato smantellato, quasi anonimamente, a Mosca dopo un incidente a terra.


L’8 febbraio 1999 si trovava parcheggiato all’aeroporto Vnukovo di Mosca. Avrebbe dovuto ripartire poche ore dopo per Roma con a bordo il presidente del Consiglio Massimo D’Alema, che si trovava in visita ufficiale in Russia. Quella sera, un Ilyushin Il-96-300 russo, utilizzato per i voli governativi e appena rientrato da Amman, stava rullando verso la sua posizione.

Durante la manovra, l’ala destra dell’Il-96 colpì la coda del DC-9 italiano. L’Il-96 riportò danni relativamente modesti; il DC-9, invece, subì danni così gravi alla parte posteriore da essere dichiarato danneggiato oltre ogni possibilità economica di riparazione.

Così, un pezzo della storia italiana rimase abbandonato per anni in un aeroporto moscovita, fino a essere definitivamente demolito.


Redattore: Rodrigo Mariani.

Commenti


bottom of page