Dove ti ho visto? Le location de "L’ ultima notte di Amore".
- Rodrigo

- 5 giu
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 6 giu
Da qualche tempo è sulle piattaforme di streaming una delle più recenti fatiche cinematografiche di Pierfrancesco Favino: “L’ultima notte di Amore”, film del 2023.
Il thriller poliziesco, diretto da Andrea di Stefano, è ambientato nella città di Milano. Andiamo a scoprire in quali posti è stato girato.
Oltre alle scene di azione riprese nelle tangenziali e autostrade, “L’ultima notte di amore” mostra, con uno stile cupo e suggestivo, diversi luoghi iconici della capitale lombarda, ma anche alcuni angoli meno conosciuti.
Il film si apre con un lungo e squisito piano sequenzia aereo. Una ripresa che, partendo dalla zona della Torre Velasca, oltrepassa il Duomo, la galleria Vittorio Emanuele II e il Teatro alla Scala; arriva alla zona di Porta Garibaldi e, fiancheggiando il Palazzo della Regione Lombardia, si dirige verso la stazione dei treni Greco Pirelli. A questo punto, sul ponte Ernesto Breda, la telecamera comincia ruotare per tornare indietro seguendo il percorso ferroviario che conduce alla Stazione Centrale, oltrepassando il Naviglio Martesana. Un lungo ciack in sequenza di 4 minuti e 25 secondi che termina sulle finestre di un palazzo dove si sta svolgendo una festa.

Il palazzo in questione, che nel film funge da residenza dei protagonisti, si trova in Via Guido Cavalcanti 8, in una zona non molto famosa ma in forte espansione della città. Questa location si trova infatti all’interno del quartiere NOLO (Nord Loreto), oggi meta molto gettonata tra i giovani. A pochi metri del set del film si trovano deliziosi posti molto frequentati all’ora dell’aperitivo come il Giardino degli Artisti o la Piazza Morbegno.

Nella pellicola, i familiari dell’ufficiale Franco Amore (Pierfrancesco Favino) organizzano una festa a sorpresa per celebrare il suo pensionamento. Dalla finestra, sulla sommità del palazzo lo vedono arrivare mentre conclude la sua corsa serale attraversando il tunnel sotto la ferrovia. Nella realtà, il tunnel in questione si trova a pochi metri dal set principale delle riprese, in via Ferranti Aporti, e collega Nolo con Ponte Seveso, i due quartieri che costeggiano i binari della Stazione Centrale di Milano.

La stessa Stazione Centrale e la lunga Via Vittor Pisani, che la collega a Piazza della Repubblica, compaiono poco dopo quando Amore aspetta Cosimo, cugino della moglie, impegnato nella vendita di un orologio a un calciatore.
Un’altra sequenza determinante del film mostra una suggestiva panoramica del cuore futuristico di Milano.

Si tratta della scena nella quale l’ispettore fa visita a una potente famiglia cinese. In questo caso le riprese sono state effettuate nella zona di Repubblica. Con sullo sfondo il Palazzo Diamante, la Biblioteca degli Alberi e il Bosco Verticale, la macchina da presa gira le scene dell’incontro con la mafia cinese sul balcone di uno dei più antichi grattacieli di Milano: la Torre Breda. Molto significative sono le gigantesche conchiglie in cemento che richiamano lo stile architettonico dell’epoca. Al momento della sua costruzione, tra il 1950 e il 1955, la Torre Breda era la più alta d’Italia e una delle più importanti d’Europa, al punto che originariamente fu chiamata “Il grattacielo di Milano”.

Più difficile da individuare è il set della scena che, al ventiduesimo minuto, si svolge tra interni ed esterni in un unico piano sequenza. I protagonisti si trovano in una dipendenza di polizia e dopo aver identificato un detenuto cinese escono della caserma, attraversano una strada dove incrociano un tram per poi entrare in un bar. Un indizio utile per individuare il posto della ripresa lo offre il numero del tram: la linea 1. Lungo il suo percorso troviamo il set.

La scena non è stata girata in una vera caserma. La stazione di polizia è stata ricostruita all’interno di uno stabile in disuso situato in piazzale Francesco Accursio, sul lato opposto a viale Certosa. Infatti ancora oggi sulle vetrate del palazzo sono visibili parte degli adesivi con lo stemma della Polizia di Stato utilizzati durante le riprese.

Uscendo dallo stabile i protagonisti attraversano viale Carlo Espinasse per entrare in quello che nella realtà è il Garage Italia Milano, un fabbricato emblematico del quartiere per la sua storia. Questo palazzo fu progettato negli anni 50 dall’architetto Mario Bacciocchi in stile Streamline modernista e originariamente ospitava la stazione di servizio Agip Supercortemaggiore. Le sue forme avveniristiche gli valsero il soprannome de “l’astronave” tra i residenti. Oggi l’immobile è stato trasformato in uno spazio per eventi aziendali. Si trova all’angolo tra i viali Certosa ed Espinasse, nel quartiere Cagnola.

La gioielleria degli ebrei invece è stata ambientata in Via Tommaso Salvini, a pochi passi del parco Indro Montanelli e di fronte al Museo Civico di Storia Naturale. La strada è caratterizzata dall’imponente arco a tutto sesto del Palazzo della società Buonarroti-Carpaccio-Giotto.

Questo thriller suspense poliziesco non poteva non omaggiare il luogo simbolo di Milano: sul finale, le scene notturne, sono state girate su una deserta Piazza del Duomo.
Se volete godere di una rivisitazione in chiave noire della capitale lombarda, il film vi si presenterà come un' ottima guida turistica. E se avete anche la possibilità di visitare la città, non escludete un viaggio nell’affascinante tram 1 che vi porterà, in un percorso a ritroso nel tempo, nelle vicinanze di molti dei luoghi che vi abbiamo raccontato.

Redattore: Rodrigo Mariani.



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